“Chi ha il deserto nell'anima non potrà mai scorgere le anime del deserto. Sembra privo di vita, ma per noi è più vivo che mai. Sembra sempre uguale, ma cambia ogni giorno. Bisogna saper guardare per vedere”.

Cosi ci disse un giorno di molti anni fa un Tuareg che ci aveva accompagnati a vedere l'alba nel deserto del Merzouga, in Marocco. Quelle parole ci spinsero a guardare dentro di noi, prima di rivolgere di nuovo lo sguardo allo spettacolo che si offriva alla nostra vista esteriore, Per fortuna trovammo acqua, piante e amore, curiosità e sensibilità non scomparse ancora nell'arida routine quotidiana. Ritrovammo valori condivisi, che fin da allora ci hanno permesso di vedere con altri occhi le dune e le distese di sabbia che sembrano allargarsi all'infinito, la luce abbacinante, o tenue, e il buio, che le avvolgono, o i lievi segnali di mutamento e di presenze vitali che ogni piccolo rumore, ogni piccolo movimento, possono indicare a chi sa guardare. Da quel giorno, il deserto ha smesso di essere tale al nostro sguardo, ma soprattutto a quello di chi ha esplorato e raccontato per immagini la vita che scorre nei granelli preziosi di paesaggi vissuti e fotografati in vari continenti. Anima e corpo si fondono nelle sue foto, in cui se manca, per limiti fisici, la terza dimensione, è presente senz'altro quella dello spirito. Non sempre è possibile vederla, ma riflettendo sulle parole del Tuareg marocchino, tutti potranno “sentirla”: basterà guardarsi dentro e poi magari chiudere gli occhi e “vedere”, finalmente, tutto ciò che vive al di là di quelle immagini appena impresse sulla retina.

P. Marzano



servizio offerto dalla
Image Multigraphic Solutions